C’è chi dice che il virus della democrazia sia il populismo, ovvero la crisi del meccanismo rappresentativo della classe politica, che perde credibilità a favore di qualche leader che sa meglio interpretare le esigenze del cosiddetto popolo.

Io invece dico che il virus delle democrazie occidentali è, in termini di narrazione, il dominio del giudiziario sul politico.

Anche nel caso di Carola Rackete, al di la del contrasto tra Procuratore e gip di Agrigento, la magistratura vanifica lo sforzo – discutibile finché si vuole – della politica, di darsi e di dare delle regole.

In questa storia abbiamo sentito parlare di decine di codici e di norme: dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, alle leggi del mare, fino al diritto alla felicità. Abbiamo assistito all’ennesima divisione della nostra società e della nostra opinione pubblica.

Alla fine a vincere non è Carola in sé, la comandante, ma l’accoglienza a ogni costo, opposta all‘accoglienza intesa come razionalità di governance.

Ecco che l’Italia si trasforma da approdo naturale e colabrodo delle regole.

Claudio Brachino

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