Trump: riaprire tutto. “Meglio morire di virus che di povertà”

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Nell’ennesima conferenza stampa sul Covid, Trump ha detto due cose di rilievo per il futuro, generale e degli Stai Uniti.

Il personaggio è quello che è, sicuramente sul piano segnico una figura polare (i suoi nemici direbbero anche bipolare). O si sta da una parte o dalla parte opposta. O si sta con lui o contro di lui.

Nell’ennesima conferenza stampa sul coronavirus ha detto due cose per il futuro, generale e del suo Paese.

Ha annunciato il vaccino entro la fine dell’anno, ma aggiungendo che lui è democratico e dunque il rimedio sarà per tutti. Niente dazi né in entrata né in uscita stavolta. Un modo non diretto ma chiaro per rispondere alle polemiche suscitate da Macron sulla francese Sanofi che sta facendo ricerche con i soldi americani.

Il diritto alla salute, lo ribadiamo, non è così uniforme nelle democrazie occidentali. In Italia un famigerato comitato tecnico-scientifico governa da mesi al posto del parlamento e dopo averci tenuto prigionieri per 60 giorni ha partorito, ma la faccia ce l’hanno messa i politici, una fase 2 talmente caotica che il 18 maggio molti non vogliono neanche riaprire. Più che convivenza, sembra dipendenza dal virus. I danni all’economia sono e saranno incalcolabili.

Il secondo punto di Trump è proprio questo, riaprire tutto e subito, nel segno della sua vecchia provocazione: Meglio morire di virus che di povertà”.

Se non ci saranno sorprese l’anno della pandemia è anche quello del voto. The Donald sa che non sarà riconfermato né per il suo stile politico, né per il fascino della sua figura (tema potente in Obama), né per la dissacrazione perenne di tutte le liturgie della macchina del potere a stelle e strisce.

Se la pompa dell’economia regge, bene, sennò a casa. Stando ai dati di oggi ci sono ben 36 milioni di sussidi di disoccupazione, i posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni soni stati spazzati via dal Covid.

Ci sono tanti casi in America? E’ perché facciamo tanti test, così sappiamo chi è malato e chi no, così ha risposto Trump.

Per i democratici invece il coronavirus ha mostrato la fragilità del sistema americano, sia in termini strettamente sanitari, che di visione politica. La salute non come bene pubblico ma come benefit privato. Se paghi bene, altrimenti con una pandemia sono guai.

Il Presidente ha sposato anche la tesi dei complotti, sono stati i cinesi, sono stati democratici, ma chiunque sia il potenziale mandante virale, il mondo ha visto le immagini delle fosse comuni a New York in cui sono stati sepolti gli invisibili della società.

Anche il fair play tra Presidenti è andato a farsi benedire.

Trump dice che i morti sono colpa della sanità come gliel’ha lasciata Obama, quest’ultimo ha risposto con un laconico tweet: Votate!

Cioè a novembre liberatevi di questo incidente della storia con l’unico potere vero che la democrazia riconosce al cittadino, il suo giudizio nell’urna.

Lasciando da parte quello che dice Chomsky sul destino dei voti, cioè che non scalfiscono il vero potere delle oligarchie economiche neo liberiste e globaliste, Trump ora si gioca il tutto per tutto, costi quel che costi: rimettere in moto l’economia contro il virus e contro tutti i suoi avversari.

di Claudio Brachino